Evoluzione del commercio e Darwinismo digitale

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Evoluzione del Commercio

La ricerca PWC Total Retail 2015 illustra i risultati di uno studio condotto intervistando 19.000 consumatori in 19 paesi nel mondo. E’ un punto di riferimento per la comprensione dell’evoluzione del commercio ed i dati di questo anno confermano in gran parte il trend dello scorso anno. Siamo entrati da tempo nella nuova economia definita digitale. Per competere in maniera efficace in essa i modelli ed i sistemi di business devono necessariamente evolversi. Questo adattamento, chiamato “Darwinismo digitale” è necessario e vitale per le aziende di grandi dimensioni ma lo è ancor di più le piccole imprese locali.

Dalla ricerca emerge chiaro che le recenti innovazioni tecnologiche nella società in generale, e nella vita aziendale in particolare, social network, smartphone e tutte le applicazioni correlate hanno radicalmente cambiato lo stile di vita, in particolare della cosiddetta “Generazione Y” o generazione dei Millennials, cioè dei nati fra il 1980 ed i primi anni 2000.

L’immediatezza delle comunicazioni resa possibile dall’uso dei Social (Facebook, Twitter) e della messaggistica istantanea (WhatsApp) spiega come i Millennials siano in maniera naturale orientati allo scambio e al commercio grazie ad una più facile capacità di comunicazione attraverso la tecnologia. Questa generazione è nata già immersa nella condivisione, nello scambio, nella continua relazione con gli altri scandita da ritmi frenetici se paragonati alle generazioni precedenti. Questo tuttavia non è solo un modo di fare: per questa generazione è un modo di essere. Dal punto di vista delle aziende le conseguenze di questa considerazione sono enormi: cambia radicalmente il modo di proporre prodotti e soluzioni; investire in nuove tecnologie e marketing senza cercare di capire l’essenza culturale degli utenti Millennials è uno degli errori più grandi che si possano fare. Il punto cruciale può essere sintetizzato in una frase: i confini fra il mondo reale e quello digitale stanno diventando sempre più labili, questo vale anche per quel che riguarda le aziende e più in particolare i negozi, il mondo retail.

La massiccia tendenza a fare info-commerce, (ovvero ad informarsi su internet riguardo a prodotti che poi si procederà ad acquistare su un negozio tradizionale) è prassi oramai consolidata e comune. Fra i Millennials questa pratica è elevata alla massima potenza e viene chiamata Webrooming, si inizia l’acquisto online e si perfeziona in negozio dopo aver provato il prodotto. E’ emblematico il fatto che abbia un notevole successo anche la tendenza esattamente opposta, quello dello Showrooming. E’ la pratica di provare in negozio dei prodotti che poi si acquisteranno online. I Millennials come dicevamo tendono a non considerare troppo il confine fra mondo reale e digitale, lo shopping è inteso in quanto tale, poco importa che sia nel mondo reale o su quello digitale. Come afferma Steve Yankovich di eBay “le persone vogliono ancora usare tutti e cinque i sensi e l’ecommerce ne impegna solo uno, per questo che il negozio fisico non verrà mai superato”. Tra le motivazioni di preferenza del negozio come canale di acquisto, il 60% del campione globale indica la possibilità di “vedere, toccare e provare la merce” e il 53% avere la gratificazione istantanea di possedere il prodotto dopo l’acquisto.

La fisicità gioca un ruolo importante, questo garantirà lunga vita al negozio tradizionale, purché sappia reinventarsi per incarnare al meglio lo spirito delle nuove generazioni.

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